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Una scoperta tanto casuale, quanto sensazionale: il nesso tra agricoltura e cultura

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15 October 2019
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Una scoperta tanto casuale, quanto sensazionale: il nesso tra agricoltura e cultura - ©  https://aosta.italiani.it/area-megalitica-di-saint-martin-de-corleans/Luigi Bove_06.03.19

Nel 2009 un gruppo di speleologi ha effettuato una tanto casuale quanto sensazionale scoperta. Introducendosi nella cavità, ben percorribile nei primi metri ma sempre più bassa e di difficile accesso a seguire, si sono trovati in una saletta il cui proseguo appariva ostruito da una roccia di materiale e colore diversi da quelle che la circondavano. Una volta osservate da vicino le incisioni e la levigatura delle forme è apparso immediatamente chiaro che la pietra fosse un menhir, megalite di fattura preistorica presente in tutti i continenti e dalla funzione ancora incerta, probabilmente legata all’osservazione del cielo e al culto dei morti (…) All’uscita dalla cavità è stato inoltre osservato che il monolite spuntava di tredici centimetri dal terreno, tanto che la sua punta presentava numerosi segni del passaggio di carri agricoli. Il dubbio che questo fosse sprofondato nel sottosuolo è stato subito fugato da un’analisi più approfondita della sua posizione: il menhir era stato posizionato lì da uomini vissuti nel tardo Neolitico, circa 5 mila anni fa…

Nel suo blog post “Francia: un menhir come porta d’accesso a una grotta abitata nel Neolitico(13 Febbraio 2019), Silvia Bartolotti, autrice del blog Mediterraneo Antico, riprende la sensazionale scoperta della Baumelle, una caverna neolitica situata nell’altopiano Blandas in Francia. Non possiamo ignorare che la realtà che ci circonda oggi è costruita sul nostro passato. I nostri antenati si confrontavano con difficoltà e necessità simili a quelle che, in maniera (forse) più informata e consapevole, viviamo anche oggi.

Le tradizioni ed abitudini si tramandano nel tempo
Il menhir all’entrata della caverna neolitica, citata nell’articolo di Bartolotti, riporta ancora oggi i segni del movimentato vai e vieni di commercianti e contadini alle prese con le loro attività. Da sempre l’agricoltura ed il commercio rappresentano il perno della nostra sussistenza e caratterizzano fortemente la nostra società, il valore che i cittadini attribuiscono al paesaggio ed alle risorse naturali, le priorità che danno alla convivenza con i loro simili ed al territorio che abitano.

C’è un nesso tra cultura, agricoltura e paesaggio che non possiamo negare
Un ambito influenza l’altro trasformandolo e trasformandosi. Le interrelazioni tra diversi settori contribuiscono allo sviluppo regionale di un territorio e vanno osservati, discussi e assistiti da politiche che sostengono un approccio partecipativo, sostenibile ed olistico.

Con il loro programma congiunto Routes4U, il Consiglio Europeo e l’Unione Europea stanno seguendo questa linea di pensiero per mettere in pratica quanto stabilito nella Convenzione di Faro. L’accordo ha aperto una nuova visione nel rapporto tra patrimonio culturale e comunità che lo custodiscono, oltre a mettere in risalto il nesso tra la tutela dei beni culturali e la promozione dei diritti umani. Ben 23 Paesi aderenti al Consiglio d’Europa l’hanno sottoscritta ed è stata ratificata da 17 Stati (l’Italia non pare intenzionata a farlo). Per la prima volta, la Convenzione identifica la conoscenza e l’eredità culturale come diritti dell’individuo, e ne rimarca il valore anche per lo sviluppo sostenibile e per la qualità della vita.

Perché e come partecipare alle European Cultural Routes?
Il programma Routes4U (2017 – 2020) si pone l’obiettivo di rafforzare lo sviluppo regionale nelle quattro macro-regioni europee puntando sull’iniziativa Cultural Routes promossa dal Consiglio Europeo. Durante la conferenza Routes4U a Bard nell’aprile 2018 (“Strengthening regional development through the Cultural Routes of the Council of Europe”), alcuni rappresentanti del Consiglio Europeo assieme agli organizzatori di diverse Cultural Routes si sono radunati per discutere del futuro del programma e condividere la loro esperienza nel gestire una piattaforma interregionale per realizzare itinerari tematici che continuino ad essere attrattivi, sia in termini culturali che turistici e – perché no? – anche dal punto di vista dell’ agri-cultura?

Dedicato a Silvia Bartolotti, apprezzata collega di studi e compagna di ricerca. (Università per Stranieri di Perugia). August 2019


Eleonora Psenner, coltiva già dall´infanzia una grande passione per la danza e si specializza successivamente nella gestione di cultura, arte ed eventi internazionali presso le università di Perugia, Brighton e Bologna. Nella veste di ricercatrice presso Eurac Research si dedica soprattutto alle tematiche legate alla cultura che viaggia “oltre confine”. Predilige un approccio transdisciplinare e crede in uno sviluppo regionale basato sulla sinergia tra attori differenti. Questa infatti permette di scorgere orizzonti comuni nonostante i diversi punti di vista: minds are like parachutes, they only function when open.

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